lunedì 6 giugno 2016

La biblioteca: un luogo magico!



Gli odori dei libri, il suono delle pagine di carta girate, il silenzio osservato all’ascolto di un lettore: suggestioni che inducono ad un tempo rallentato, centellinato e permangono nel cuore al ricordo di momenti passati in biblioteca.  Il termine deriva dal greco biblíon (libro) e théke (ripostiglio) e suggerisce un luogo dove i libri abitano e prendono vita insieme a storie e parole volanti come nel cortometraggio poetico "The Fantastic Flying Books of Mr. MorrisLessmore" di William Joyce e Brandon Oldenburg.
Nei documenti IFLA/UNESCO, la ragion d'essere di una biblioteca è quella di fornire l’accesso alla conoscenza, all’informazione e alle opere dell’immaginazione tramite una gamma di risorse e di servizi e di essere aperta equamente a tutti i membri della comunità.

I bambini che hanno l’opportunità di recarsi in biblioteca trovano uno spazio dedicato alle loro esigenze, libri e materiali adatti a stimolare la curiosità, personale dedicato e appassionato che in primo luogo offre consigli adatti alla fascia di età, ai gusti segnalati ed effettua il prestito gratuito dei libri. In biblioteca spesso vengono proposte letture ad alta voce per avvicinare anche i genitori più timidi a questa modalità di relazione particolare da attuare con i propri figli. 

In alcune città ci sono i bibliobus, quello della foto è a Messina dove hanno recuperato uno dei vecchi autobus verdi che erano in disuso! Il bibliobus si sposta nei vari quartieri della città per raggiungere un numero di bambini e famiglie più elevato.



Quando leggere



Come si forma l'habitus della lettura? Leggendo, leggendo, leggento. Quindi è sempre tempo di leggere purché sia un’attività desiderata e dilettevole sia per il bambino che per l’adulto. Ricordandosi di evitare possibili distrazioni e suoni e rumori provenienti da apparecchi di diverso genere se si legge in casa, si può riservare alla lettura un momento particolare: prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti, scegliendo dei momenti durante i quali il bambino e l’adulto sono più tranquilli, bastano pochi minuti al giorno.
Se il bambino si agita o è inquieto non è bene insistere ma assecondare la sua esigenza di fare altre attività.

La lettura è un piacere e il divertimento è la componente magica che permette poi di sviluppare l’amore per i libri. La lettura si può proporre anche come diversivo nei momenti di attesa che si possono verificare durante un viaggio, nella sala di attesa dal medico, mentre si è in fila in qualche ufficio. Inoltre la lettura sarà di conforto durante una malattia e proporre libri con contenuti divertenti, personaggi fantastici con poteri magici consente al bambino di immedesimarsi in una situazione nella quale possa esercitare mentalmente la risoluzione autonoma di una difficoltà o di un sentire sgradevole.


Nella foto ci sono io con i miei nipoti con i quali ho condiviso tantissimi momenti felici di lettura! Ricordo che quando mi recavo a visitarli correvano incontro con un libro per leggere insieme. Naturalmente le riletture erano doverose e seguivano una parola che a malapena riuscivano a esplicitare "ancoa".
Una volta che si inizia i bambini ci cercano per ripetere questi momenti di condivisione pregna di affetto, attraverso i quali si cresce insieme.

La sensibilità rispetto ai gusti del bambino aumenta sia  nei lettori che nei bambini, in modo da sviluppare quel senso critico per scegliere in futuro sempre meglio storie adeguate e appassionanti!

Lo sviluppo emotivo e il riconoscimento delle emozioni


Il  processo di riconoscimento delle emozioni è estremamente importante e profondo e non riguarda puramente un semplice apprendimento cognitivo. Come fa un bambino a capire le proprie emozioni - paura, tristezza, rabbia, gelosia, tenerezza, curiosità, sorpresa, gioia, noia? Può farne esperienza diretta, ma, affinchè questa sia da lui riconosciuta come vera, il bambino ha la necessità di sapere che anche il genitore la sente e quindi la comprende e la condivide.

Anche attraverso la lettura e l’immedesimazione nei personaggi il bambino individua le emozioni. Mentre l’adulto legge e il bambino ascolta, l’attenzione condivisa sulla storia implica un coinvolgimento all’unisono che consente un riconoscimento a partire dal fatto che i due “vivono” insieme quella emozione. Il bambino capisce che quel sentire riguarda anche altre persone. Sono sentimenti sensati, che si possono comunicare, condividere, riconoscere e rispettare. E’ utile far capire al bambino che le emozioni non vanno combattute o svalutate ma vissute perché appartengono a tutti gli uomini.


Nelle foto si vede chiaramente come il bambino di pochi mesi, forse attraverso il meccaniscmo dei neuroni specchio, riflette nel proprio volto l'espressione del volto del libro "Guarda che faccia!", Giunti Editore, che si propone a partire dai 6 mesi di vita. 

Per le fasce di età superiori ci sono moltissimi libri che parlano di emozioni, a partire dal conosciutissimo "Che rabbia" di Mireille D'allancé, Babalibri (dai 3 anni), a "Lupo Baldo" di Eric Battut (dai 2 anni), Bohem Press, fino a "Tu" di Emma Dodd per l'Ippocampo (dai 2 anni).

Le "domande magiche" e la lettura



Le "domande magiche" sono quelle che riescono ad innescare un circolo virtuoso tra l'interesse del bambino, del genitore centrati sui libri. Vediamo in breve come nell'arco dei primi anni di vita le domande possono aiutare il bambino a comunicare le sue sensazioni ed esperienze personali che si mettono in collegamento con le storie dei personaggi nei libri.  utile che l’adulto verbalizzi le intenzioni del bambino, il bambino sente parole che si riferiscono esattamente a ciò che lo interessa  in quel momento e apprende la parola.  Allo stesso modo si facilità la comprensione dei nuovi vocaboli indicando e nominando le figure.
Per quanto riguarda le competenze psicofisiche del bambino, imparare a indicare con il dito per comunicare è un processo che inizia intorno ai sei mesi; il bambino dirige la propria attenzione verso un oggetto interessante e l’acquisizione di questa abilità costituisce un balzo in avanti dello sviluppo linguistico.

Oltre che a giocare ripetendo vocalizzazioni e lallazioni, è  utile che l’adulto verbalizzi le intenzioni del bambino, il bambino sente parole che si riferiscono esattamente a ciò che lo interessa  in quel momento e apprende la parola.  Allo stesso modo si facilità la comprensione dei nuovi vocaboli indicando e nominando le figure.

Dai dodici msi è bene lasciare al bambino il controllo del libro per permettergli una ampia esplorazione. Si può mettere in relazione la storia letta con le sue esperienze, chiedere dov’è? cos’è?e dare il tempo al bambino di rispondere.

Dai tre anni le domande possono permettere al bambino una risposta più complessa come cosa sta succedendo?” “tu cosa avresti fatto? . Il bambino ama raccontare la storia a modo suo agli adulti ma anche ai pupazzi. Nel primo anno ricordiamoci di considerare normale l’attenzione breve del  bambino e anche successivamente rispettiamo i suoi tempi mirando piuttosto a vivere momenti di divertimento genuino.

domenica 5 giugno 2016

Una buona relazione adulto bambino cresce meglio e più forte attraverso la condivisione dei libri

Nel semplice atto dell’adulto che legge con il bambino in braccio si concretizza un’esperienza densa di amore, dedizione, partecipazione, empatia. Questa esperienza totalizzante connota la relazione di unicità, perché promuove la sua natura essenziale di aiuto nella costruzione dell’identità del bambino.

La lettura diventa così combustibile di processi mentali sempre più ampi e consolidati, fonte di conoscenza reciproca. Durante la lettura il bambino e l’adulto scivolano in una sfera intima particolare che riporta l’adulto alla dimensione del suo vissuto personale attraverso il quale entra in empatia con quello del bambino.

Lo sviluppo nei primi mesi e anni di vita viene influenzato in modo determinante dalle esperienze e la voce di mamma e papà che coccola è fondamentale per un corretto e armonioso sviluppo psicofisico del bambino. La lettura promuove il contatto visivo “faccia a faccia”, così rilevante per l’attaccamento, e quello fisico dello stare seduti in braccio all’adulto.

I benefici della lettura sullo sviluppo linguistico

Con la lettura il bambino si appropria lentamente della lingua materna, delle sue parole, della sua forma e della sua struttura. Questo gli serve per costruire le proprie strutture mentali, per capire i rapporti (io e gli altri, io e le cose) e le distanze spazio-temporali.
Inoltre il bambino impara a riconoscere le lettere, a capire che le parole stampate rappresentano il mondo del parlato, a tenere un libro in mano, a girare le pagine e a iniziare dalla parte giusta. Pertanto la lettura influisce sullo sviluppo delle competenze emergenti nell’acquisizione della capacità di leggere, in particolare:
•    sullo sviluppo del linguaggio orale (aumenta l’ampiezza del vocabolario e la comprensione del significato delle parole)
•    sulla competenza fonologica strettamente legata al successo nella lettura che riguarda l’abilità di manipolare i suoni della lingua parlata, la consapevolezza della struttura del suono e della parola, il riconoscimento di sillabe, rime, e la miscelazione dei fonemi quando si inizia a leggere
•    sulla conoscenza del linguaggio scritto nelle sue espressioni di:
a.    conoscenza della scrittura – corrispondenza tra linguaggio orale e scritto, scrittura da sinistra a destra e dall’alto in basso, alfabeto che rappresenta i suoni del linguaggio;
b.    conoscenza delle funzioni della scrittura – testo che racconta una storia, dà informazioni e istruzioni;
c.    conoscenza dell’alfabeto – lettere e associazione tra lettera il suo nome e il suo suono.

Tutto ciò è influenzato in particolare dalla frequenza degli scambi comunicativi e della lettura, e dell’attenzione condivisa tra adulto e bambino in una situazione centrata sul linguaggio (empatia).
In definitiva possiamo dire che lo sviluppo del linguaggio e della metafonologia sono influenzate dalle capacità innate, dalla qualità e quantità del linguaggio parlato in famiglia, dalle routine di lettura, dal desiderio di apprendere, dall’autostima del bambino e dalle esposizione del bambino alla lettura.

A questa pagina si può trovare un articolo scritto da Pasquale Causa, un pediatra, dal titolo La lettura ad alta voce. In questo articolo vengono illustrati i primi studi scientifici che sostengono questa buona pratica.
Per chi volesse è a disposizione un video tratto da una relazione congressuale sui benefici della lettura.

La literacy che corrisponde alla comprensione del testo e del significato influisce sullo sviluppo dell'individuo a 360° a lungo termine. Coloro che leggono già nell'infanzia si affezionano ai libri e studiano  più a lungo, raggiungendo titoli universitari più facilmente. L'utilizzo di libri e materiale informativo  rende l'individuo un cittadino più responsabile e capace di reperire le informazioni corrette a lui adeguate.

Siamo "nati" per leggere?

Ma siamo veramente "nati per leggere"? Questa curiosa affermazione che è diventata il nome di un programma di promozione della lettura in epoca precoce ormai diffuso in tutto il nostro Paese in oltre 500 realtà di diversa ampiezza, locale e regionale, in verità risulta poco veritiera. Come dice Maryanne Wolf nel libro "Proust e il calamaro" il nostro cervello ha inventato il linguaggio seimila anni fa al tempo dei Sumeri in Mesopotamia, ma imparare a leggere è difficile, sia come comprensione dei codici linguistici che come messa in relazione dei significati con il nostro vissuto. Secondo la Wolf la lettura non è un’attitudine naturale dell’uomo, ma una sua geniale invenzione, per la quale l'uomo ha adattato il suo cervello con strutture e collegamenti neuronali che in origine erano destinati a processi basilari riguardanti la vista e il linguaggio. Il cervello quindi ha dovuto costruire una struttura che consenta l'apprendimento diverso dal parlato, di tipo cumulativo, per rinnovare e rielaborare quanto appreso in precedenza e creare nuovi pensieri. Possiamo quindi affermare che la cultura così come ora la conosciamo è figlia del cervello che legge.
In questa prospettiva possiamo immaginare quanto la condivisione di un libro con un bambino possa sostenere questo processo complicato di comprensione delle parole e dei significati.
Oltretutto il vocabolario di un bambino, esposto sin dalla più tenera età agli stimoli e ai benefici della lettura, sarà sicuramente più ricco e più vario e sotto l’aspetto cognitivo. Questa profonda proprietà del linguaggio corrisponderà a maggiori capacità di comprensione, a un quoziente intellettivo più elevato, a una futura capacità di lettura più fluente e a un più profondo desiderio di apprendere. La lettura condivisa stimolerà la sua curiosità e gli effetti di un intervento precoce avranno ulteriori benefici anche a lunga distanza.
Quando vediamo un bambino assorto in un libro, che indica le figure, che completa le frasi, dobbiamo immaginare che in quel momento prova piacere ma allo stesso tempo qualcosa di straordinario sta succedendo nel suo cervello.
Gli effetti cognitivi della lettura sono notevoli e si spiegano, da un punto di vista biologico, con le evidenze sulla plasticità del cervello del bambino nei primi mesi e anni di vita e sugli effetti, sia positivi sia negativi, di stimoli ed esposizioni precoci.
Una larga parte dell’evoluzione del cervello è pre-programmata fin dal periodo prenatale. Anche dopo la nascita le cellule cerebrali si producono e successivamente l’esperienza diventerà il principale motore della sopravvivenza delle cellule. Esistono dei cosiddetti “periodi critici” nei primi mesi e anni di vita nei quali alcune funzioni si sviluppano maggiormente, come ad esempio quelle relative alla vista e all’udito e quelle relative al linguaggio e alla produzione verbale. Le abilità cognitive associate alla condivisione del libro, come la memoria, la creatività, la comprensione, nominare e indicare le figure, assicurano che le connessioni cerebrali persistano.

Nell'immagine in prospettiva bidimensionale, si vede il numero di cellule cerebrali, i neuroni, che dalla nascita, ad un mese, a sei mesi e a due anni si può dire che aumentino molto poco. Invece quelle che aumentano in maniera esponenziale sono le connessioni che sono frutti di sinapsi tra i neuroni. Questi collegamenti sono tanto più ricchi quanto più il bambino viene esposto a stimoli ambientali.
E' affascinante immaginare quello che accade nei primi mesi e anni di vita da un punto di vista biologico nel bambino!

Per chi volesse approfondire la filosofia dei "Primi mille giorni di vita" di cui anche il Centro per la Salute del Bambino è promotore, è possibile reperire molti documenti sia internazionali che nazionali.